Simpaticectomia: quanto costa?

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La simpaticectomia è un intervento per rimediare a determinati disagi.

La simpaticectomia è un intervento chirurgico vero e proprio, con un grado di invasività medio-basso, dunque occorre valutarne il ricorso con estrema attenzione. E’ comunque risolutivo per alcuni disturbi capaci di generare imbarazzo sociale, come l’eccessiva sudorazione. Ecco tutto ciò che c’è da sapere, con un focus sui prezzi.


 

Simpaticectomia: cos’è

 

La simpaticectomia, per esteso simpaticectomia toracica endoscopica, è un intervento chirurgico non molto invasivo che consiste nella inibizione di minuscole porzioni del tronco nervoso simpatico. Viene effettuata per trattare alcuni disturbi invalidanti e in grado di causare un certo disagio sociale: eccessiva sudorazione (la cosiddetta iperidrosi), la sindrome di Raynaud e la distrofia simpatica riflessa.

La simpaticectomia viene praticata dal XIX secolo, ma in passato l’intervento era piuttosto cruento e carico di rischi, dunque veniva considerato come una specie di ultima spiaggia. Il progresso scientifico ha fortunatamente inciso sulle procedure, sulle tecniche e sulle prassi della simpaticectomia, rendendolo un intervento molto sicuro e con un grado di efficacia vicino al 100%.

 

Costo simpaticectomia: prezzi di riferimento
     
  Da A
Consulto medico generale 50,00 € 100,00 €
Visita specialista 150,00 € 300,00 €
Intervento di simpaticectomia 580,00 € 700,00 €

 

 

 

Quando è indicato l’intervento di simpaticectomia

 

Sebbene la simpaticectomia sia oggi molto sicura, essa è comunque in intervento chirurgico, che tra le altre cose si effettua in anestesia generale. Dunque, deve essere impiegato solo se strettamente necessario, ovvero quando tutte le altre terapie (non chirurgiche) si sono rivelate insufficienti a contrastare il problema. Come abbiamo già specificato, la simpaticectomia è risolutiva nei confronti delle seguenti patologie.

 

  • Iperidrosi. Con questo termine si indica una condizione patologica di eccessiva sudorazione. Può essere generalizzata o riguardante una specifica parte del corpo, come le mani, le ascelle etc. A dire il vero, l’iperidrosi non mette a rischio la salute ma può essere comunque invalidante in quanto causa di disagio sociale, imbarazzo e stress. Se la causa dell’iperidrosi non è psicologica, prima della simpaticectomia è possibile ricorrere alla ionoforesi e alle iniezioni di tossina botulinica.

 

  • Sindrome di Raynaud. Con questo termine si indica una patologia vera e propria che consiste in una tendenza alla vasocostrizione eccessiva e frequente, soprattutto in corrispondenza degli arti inferiori. Causa fastidi di varia natura, come dolore localizzato, insensibilità al tatto, formicolio intenso. Nei casi meno gravi, si ricorre a una semplice gestione della sintomatologia, spesso mediante applicazione di creme a base di glicerina o assunzione di sostanze calcio-antagoniste. Nei casi più gravi, appunto, si ricorre alla simpaticectomia.

 

  • Distrofia simpatica riflessa. E’ un disturbo molto complesso, causato spesso da traumi, lesioni o decorsi post-chirurgici con complicanze. La distrofia simpatica riflessa si manifesta con sensazione di dolore, gonfiore e freddo in una vasta area del corpo, situata sempre omolateralmente. La terapia comprende l’assunzione di farmaci finalizzati al blocco temporaneo della trasmissione nervosa, semplice riabilitazione fisioterapica (nei casi meno gravi) e, appunto, la simpaticectomia.

 

 

Come funziona un intervento di simpaticectomia

 

L’intervento di simpaticectomia, per quanto sicuro e non molto invasivo (assai meno che in passato), è piuttosto complesso. Il principio di funzionamento, in parole povere e comprensibili, è il seguente: vengono inibiti determinati nervi posti tra la prima e la quinta vertebra, responsabili dei problemi che si manifestano in alcune porzione del sistema nervoso periferico. Di tali problemi, abbiamo già parlato ampiamente.

A dire il vero, si segnalano due procedure diverse. Una clinica può preferirne una piuttosto che l’altra, ma sono entrambe efficaci. La prima consiste nella resezione o distruzione dei nervi; la seconda consiste nella neurocompressione, ossia nella chiusura del nervo con una clip, in modo che non possa trasmettere più alcun segnale. Il primo metodo è più diffuso per trattare le patologie più severe o la semplice iperidrosi palmare e ascellare. Il secondo metodo è più utilizzato per trattare le iperidrosi localizzate in altre zone del corpo o comunque meno severe.

Per comprendere pro e contro di questo intervento, è bene trattarne gli aspetti singolarmente.

 

  • Fase pre-operatoria. Questa è una fase importantissima, che deve essere condotta con la massima dedizione. La simpaticectomia, infatti, è una operazione alla quale si giunge solo dopo che terapie meno invasive si siano rivelate inefficaci. La visita preparatoria, poi, si incentra sull’anamnesi del paziente, sulla verifica dell’assenza di controindicazioni (di cui parleremo più avanti) e sulla verifica della capacità, da parte del paziente, di sopportare una anestesia generale.

 

  • Durata dell’intervento. L’operazione ha una durata piuttosto breve. A seconda dei casi e delle metodologie, può variare da 45 minuti a un’ora e mezza. Paradossalmente, il metodo della inibizione per neurocompressione è quello che richiede più tempo.

 

  • Anestesia. L’anestesia è generale. Non potrebbe essere altrimenti, visto che l’intervento coinvolge una parte del tronco così delicata (il torace e la colonna vertebrale).

 

  • Procedura chirurgica. Il primo metodo, quello della resezione dei nervi, può vedere l’utilizzo delle semplici forbici o, più spesso, del laser (che consente una maggiore precisione). In alternativa, si utilizza l’elettrobisturi. Il secondo metodo prevede l’applicazione di graffette in titanio con il già citato scopo di impedire la trasmissione del segnale.

 

  • Fase post-operatoria e tempi di recupero. Il recupero, al netto delle complicanze, è generalmente molto veloce. Il paziente in genere viene dimesso dopo ventiquattro ore e passa in ospedale solo la notte successiva all’intervento. E’ possibile riprendere le normali attività lavorative nell’arco di alcuni giorni.

 

 

Rischi e complicanze di una simpaticectomia

 

Per evitare qualsiasi complicazione, è necessario effettuare l’intervento esclusivamente quando non ci sono controindicazioni. Esse prevedono: gravi insufficienze cardiache e polmonari, bradicardia, patologie pleuriche o interventi chirurgici al polmone pregressi che abbiano causato una maggiore aderenza tra polmone e pleura (in questo caso l’accesso al sistema simpatico è difficoltoso se non impossibile).

Le complicanze maggiori sono quelle tipiche di qualsiasi intervento chirurgico: sanguinamento e infezione. Niente, dunque, che non possa essere curato con antibiotici e coagulanti. Occasionalmente, possono essere riportati dai pazienti, per periodi comunque limitati, i seguenti disturbi:

 

  • Dolore muscolare.
  • Debolezza degli arti o intorpidimento .
  • Nevralgia.
  • Parestesia.
  • Stanchezza.
  • Eczema.

 

A lungo termine, si potrebbero avere:

 

  • Compromissione del riflesso galvanico.
  • Colpi di calore da sforzo.
  • Compromissione del controllo baroriflesso della frequenza cardiaca.

 

 

SImpaticectomia: quale il prezzo

 

La buona notizia è che, nonostante la sua complessità, la simpaticectomia è un intervento poco costoso. L’accessibilità del prezzo, probabilmente, è dovuta alla durata dell’operazione, che come abbiamo visto è piuttosto ridotto.

Ad ogni modo, siamo in un range compreso tra 580,00 € e 700,00 €. Ovviamente, vanno presi in considerazione anche i costi collaterali, come quelli delle visite preparatorie. Ecco una panoramica approfondita.

 

  • Consulto medico generale: da 50,00 € a 100,00 €.
  • Visita specialista: da 150,00 € a 300,00 €.
  • Intervento di simpaticectomia: da 580,00 € a 700,00 €.

 

 

Simpaticectomia: come scegliere il chirurgo

 

L’unico modo per scegliere un buon chirurgo è informarsi sullo stesso, parlare con gli ex pazienti, cercare notizie in rete. Se invece volete scegliere un chirurgo che proponga un prezzo basso ma comunque un servizio all’altezza, dovrete agire di consulto e preventivo. Sostenete più consulti e chiedete i relativi preventivi e una volta acquisite informazioni relative ad almeno quattro professionisti sarete in grado di individuare una soluzione soddisfacente in termini di rapporto qualità prezzo.

E’ bene, a tal proposito, rinunciare al turismo medico. E’ vero, in taluni paesi dell’Est Europa, gli interventi costano molto di meno, ma non vale la pena rischiare: solo in Italia vi è una ragionevole certezza che l’operazione risponda a normative severe (e a tutela del paziente, ovviamente).

 

 

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