Chirurgia estetica guida completa



chirurgia estetica

Oggi più che mai l'aspetto estetico ha un ruolo preponderante nelle nostre vite e nelle nostre abitudini: a volte il nostro corpo ci imbarazza e trasformiamo le fattezze per sedurre, per sentirci bene, per essere ammirati. La chirurgia estetica non è più solo per i vip, tutti possono concedersi un ritocchino, basta rivoglersi al chirurgo giusto!

 

 


Sarà capitato anche ai meno fashon victim di voler acquistare un capo di abbigliamento alla moda o aver tagliato i capelli alla moda, belli proprio come quelli in tv o nelle riviste.

C'è chi lo fa con consapevolezza e chi no ma la parola d'ordine è piacersi! E cercare di rientare nel nostro schema di bellezza ci aiuta a farlo.

Ed è proprio allora che piacciamo anche agli altri. Inconsapevolmente sprigioniamo una carica attrattiva perché siamo sicuri del nostro aspetto, e del fatto che gli altri lo accettino di buon grado.

Ma come essere affascinanti se ciò che non va, o meglio, ciò che non ci piace sta proprio nella nostra fisicità? Si può nascondere il difetto ma c'è e si tende a pensare che tutti abbiano il nostro stesso punto di vista nell'osservarlo con criticità.

Quando il disagio provato si ripercuote anche nelle relazioni sociali, la chirurgia estetica aiuta a ritrovare il benessere psicologico attraverso il rimodellamento della zona che crea imbarazzo.

Sempre più frequenti sono gli interventi richiesti da ragazze e ragazzi di giovane età mentre rimangono in prima linea quelle degli over 50.

La chirurgia estetica corregge qualsiasi dismorfia, crea forme armoniche e fa apparire più giovani. Elimina o corregge gli inestetismi che interessano sia il viso che il corpo mediante pratiche chirurgiche, più o meno invasive.




Chirurgia estetica, gli interventi

interventi

Dalla seconda metà del Novecento ad oggi l’industria della bellezza ha moltiplicato il proprio volume d’affari e sempre più persone ricorrono alla  chirurgia estetica per sentirsi meglio, aumentare la propria autostima e riflettere il loro benessere nelle relazioni interpersonali.

I dati dell'AICPE relativi alle ultime statistiche dello scorso anno ci danno un chiaro quadro del trend che si sta delineando nel nostro Paese: sono stati eseguiti più di un milione di interventi estetici in Italia, di cui 245.000 mediante pratiche chirurgiche, registrando un aumento di oltre il 3% rispetto all’anno precedente. Gli uomini rappresentano il 14% circa dei richiedenti e oltre 6.100 sono gli interventi su pazienti minorenni.

Si parla di chirurgia oggi con molta disinvoltura, vediamo le immagini dei “prima e dopo” ma cosa sappiamo davvero di cosa c'è dietro a quell'immagine che ammiriamo?

La maggior parte degli interventi di chirurgia estetica devono considerarsi come operazioni a tutti  gli effetti ed è necessario che il paziente segua nel dettaglio le indicazioni che il chirurgo suggerisce, sia nella preparazione che nel post operatorio.

Grazie alle nuove procedure sempre più chirurghi sono orientati alla scelta di una terapia anestesiologica più soft: anestetico locale abbinato ad una leggera sedazione sono previste oramai per la maggior parte degli interventi.

Il recupero post-operatorio si velocizza e gli effetti dell’anestesia risultano meno impattanti sulla salute, il che agevola sempre di più l'approccio al ritocchino da parte di pazienti più maturi.

A prescindere dall'età è opportuno prestare molta attenzione agli accorgimenti indicati dal chirurgo perché l’operazione si svolga in tutta sicurezza: l’astensione al fumo, ad esempio, è consigliata per tutti gli interventi.

Il decorso post-operatorio varia a seconda del tipo di correzione a cui ci si sottopone e anche in questo caso, sebbene il chirurgo sia sempre presente durante il percorso con richiami e visite di controllo, è necessaria l'attiva collaborazione del paziente affinché il post-operatorio proceda senza alcuna complicanza.




Chirurgia estetica viso

chirurgia estetica viso

Chi ha un bel viso è già a metà dell'opera! Certamente ciò che per primo mostriamo agli altri è proprio il nostro volto e quante volte guardandoci allo specchio siamo al 100% soddisfatti? Magari il naso più su, le labbra più carnose...via quella ruga di troppo..

I principali interventi di chirurgia estetica viso correggono forma e volumi, ringiovanendo le aree di:

  • occhi
  • naso
  • bocca
  • mento
  • orecchie
  • decolletè

Qualsiasi sia il cambiamento desiderato il risultato non deve essere artificioso: si vuole sfoggiare una bellezza naturale, anche se rifatta.

Per togliere quell'aria triste e stanca dagli occhi è necessario eliminare l'eccesso di pelle che naturalmente scivola verso il basso dalla palpebra superiore o ridurre i cuscinetti che si formano in quelle inferiori, le cosiddette borse agli occhi.
La blefaroplastica, superiore o inferiore, a seconda di quale delle due palpebre sia necessario correggere, conferisce allo sguardo un aspetto fresco e ammaliante.
Oltre l’effetto di ringiovanimento, la blefaroplastica permette di ripristinare una ottimale visione nel caso in cui l’eccessiva ptosi palpebrale la impedisca.

Il naso è oggetto di ossessione per moltissimi giovani, soprattutto per le ragazze. Fare selfie sempre nella stessa posa è veramente frustrante..

La rinoplastica permette di correggere le forme di naso che non piacciono, che rendono poco armoniose le proporzioni del viso o che impediscono la corretta respirazione: si può quindi modellare un naso aquilino, rimpicciolire un naso a patata, accorciare un naso lungo.

Nel caso in cui l’intervento debba ripristinare la regolare funzione respiratoria è necessaria la settoplastica,e se si esegue nella stessa seduta anche un ritocco estetico, l’operazione prende nome di rinosettoplastica.

La mentoplastica consente di armonizzare le proporzioni del viso correggendo il mento promiente o sfuggente che sia. Spesso si esegue in abbinamento alla rinoplastica per completare il rimodellamento dell'intero profilo.

Le orecchie grandi, come il naso, sono assai difficili da nascondere e in età adolescenziale questo può rappresentare un vero e proprio disagio.
L’otoplastica, l’operazione alle orecchie, corregge le dimensioni e la forma delle cartilagini eliminando l’inestetismo delle orecchie a sventola.

Per le donne che vogliono dare carattere al proprio viso e addolcire un po' i tratti, dando un tocco di femminilità, lavorare su zigomi e labbra farà la differenza.

Gli zigomi pronunciati sono sinonimo di femminilità e la malaroplastica è l’intervento richiesto per chi ha degli zigomi piatti e desidera un risultato piuttosto evidente: prevede l’inserimento di vere e proprie protesi in prossimità dell’osso zigomatico. E' ideale nel caso in cui si abbia un viso scarno o in età più matura quando il cedimento muscolare tende a svuotare la guancia.

Chi vuole ridisegnare la forma della bocca può optare per la cheiloplastica che mediante incisioni della mucosa labiale ridisegna la forma delle labbra. Niente più labbra sottili e irregolari ma una labbra carnose da baciare!

Contrastare gli effetti del tempo è una vera è propria fobia; il mondo ci vuole giovani e noi spesso facciamo fatica ad accettare che sull'orologio corrano le lancette.

Il lifting, la pratica di chirurgia estetica viso per antonomasia, è oggi più semplice che mai.
Per le ptosi più marcate è sempre disponibile la versione tradizionale di lifting totale ma per i mini-lift si può agire direttamente sull'area interessata (lifting al collo, del sopracciglio) oppure ricorrere a metodologie più veloci e meno invasive.

Il lifting della pausa pranzo, come è stato denominato, dura circa mezz'ora e non prevede l'utilizzo del bisturi: i fili di sospensione utilizzati sono sottilissimi filamenti di materiale biocompatibile inseriti per sostenere la struttura muscolare del viso.
Il risultato è sorpendente, non si soffre e costa meno!




Chirurgia estetica corpo

chirurgia estetica corpo

Sentirsi a proprio agio nel proprio corpo rende appagati e permette di affrontare con serenità tutte quelle situazioni che spesso si tendono ad evitare. Indossare gli abiti che piacciono o esibirsi in costume ad una festa in piscina a volte mette angoscia.

La chirurgia estetica del corpo aiuta chi soffre per un qualsiasi inestetismo corporeo: riduce gli eccessi e volumizza dove necessario, rimodellando l'immagine dell'intera silhouette.

Per le donne (e per la gioia di tanti uomini!) la mastoplastica additiva consente di aumentare il volume di un seno piccolo mediante l’inserimento di protesi di varie forme e misure.

La mastoplastica riduttiva, al contrario, elimina gli eccessi di un seno grande, che oltre rappresentare un vero e proprio inestetismo, può comportare problematiche posturali e di affaticamento alla schiena, caso in cui la mastoplastica riduttiva è mutuabile.

La mastopessi è considerata anche un lifting seno; tra gli interventi alla mammella è quello che lascia esiti cicatriziali più evidenti, perciò viene consigliato in casi di severo cedimento come accade al seno dopo l’allattamento o a seguito di un importate calo ponderale.
Può essere semplice o con inserimento di protesi a seconda che si voglia solamente ripristinare la tonicità o combinare un aumento volumetrico.

Anche negli uomini la zona pettorale rappresenta una parte importante per la propria fisicità. Quando alimentazione ed esercizio fisico non conferiscono ai pettorali i seducenti risultati auspicati, potrebbe trattarsi di ginecomastia.
La ginecomastia vera sussiste quando eccessi ghiandolari, riconducibili a cause ormonali ed endocrine comportano un aumento del seno maschile. La ginecomastia è detta falsa, invece, quando il seno si ingrandisce per eccesso di adipe localizzato che resiste alla dieta e agli esercizi per pettorali.
In entrambi i casi è prevista una riduzione: mediante asportazione delle ghiandole nel primo caso, mediante aspirazione del grasso nel secondo.


La liposuzione o lipoaspirazione, per ridurre gli eccessi, snellire i fianchi, rimodellare gambe e cosce, prevede la rimozione del grasso mediante l’utilizzo di piccole cannule aspiranti inserite nei tessuti.
La liposuzione ha raggiunto un grado di precisione tale da consentire il rimodellamento di aree molto circoscritte. Si parla infatti di liposcultura proprio perché permette di scolpire polpacci, caviglie e addirittura procedere a pratiche accuratissime al viso come eliminare il doppiomento.

La liposuzione cosce o addome è la più richiesta, e consigliata per ridurre quantitativi contenuti di adipe in soggetti che abbiano concluso un eventuale programma di dimagrimento.

L’introduzione della tecnica tumescente, che prevede l’irrorazione di anestetico nei tessuti, ha consentito di migliorare la qualità dell’intervento in termini di risultato finale e sicurezza nell'operazione, riducendo anche i tempi di recupero post-operatorio.

La liposuzione ha raggiunto nuove frontiere con la laserlipolisi, che prevede modalità di esecuzione diverse rispetto ad altre metodiche meno recenti. Suggerita per ridotti quantitativi di adipe è spesso proposta chi non sa come eliminare la pancia quando il grasso addominale e la lassità resistono ad altri trattamenti. 

L’addominoplastica, è un intervento invasivo a cui si ricorre quando si presenta un addome rilassato che necessita del riposizionamento dei muscoli addominali. E’ particolarmente indicato agli uomini che hanno subito un forte dimagrimento e alle donne che hanno difficoltà a dimagrire dopo il parto, soprattutto nella regione addominale, poiché coinvolta la struttura muscolare.

Gluteoplastica e torsoplastica sono le operazioni che ripristinano forma e volume della zona glutea: nel primo caso mediante inserimento di vere e proprie protesi, nel secondo caso eseguendo un lifting dei tessuti del gluteo superiore e fianco. Si può quindi sfoggiare un fantastico lato b, degno delle spiagge dei vip!


Negli ultimi anni sta dilagando la moda della chirurgia intima, un po' per necessità un po' per mania.

La falloplastica di allungamento e di ingrossamento con tutte le tecniche messe a disposizione dalla designer falloplastica in primis, trovano soluzione per chi non sa come far crescere il pene e soffre del disagio causato dall'ipoplasia peniena.

Per chi vuole essere ben curata e sentirsi a posto anche per i momenti intimi, laboplastica e imenoplastica sono invece gli interventi ai genitali femminili. Oltre l'aspetto estetico la vaginoplastica nelle donne cura i fastidi derivati da lassità cutanee nella zona vaginale.

Tra gli interventi più richiesti in italia dalle donne, che meno resistono all’attrazione del ritocchino, si registrano picchi per gli interventi di mastoplastica, liposuzione e rinoplastica, mentre per gli uomini liposuzione e blefaroplastica occupano i primi posti.

Il forte desiderio di migliorare il proprio aspetto fisico spesso si cotrappone alle scarse disponibilità economiche e sono tantissimi coloro che purtroppo decidono di andare all’estero alimentando il bussiness del turismo chirurgico a discapito della propria sicurezza.

Infatti, più del 15% degli interventi secondari richiesti in Italia sono di pazienti insoddisfatti dell’operato dei medici all’estero o che hanno riscontrato delle problematiche nel post operatorio, i quali fortunatamente hanno trovato nei chirurghi estetici in Italia supporto e professionalità..

 




Quanto costa la chirurgia estetica

chirurgia estetica costi

C’è chi è disposto ad accendere un mutuo per potersi rifare da capo a piedi, assecondando qualsiasi capriccio estetico e c’è chi invece vuole di eliminare l’inestetismo che proprio fa sentire a disagio, spendendo quindi cifre ragionevoli.

Sapere esattamente quanto costa la chirurgia estetica dipende principalmente dal tipo di intervento che decidete di affrontare, se l’obiettivo è puramente estetico o possa rientrare negli interventi di correzione funzionale, caso in cui è previsto il contributo sanitario nazionale.

Il progresso medico e l’aumento di cliniche in concorrenza tra loro hanno consentito una considerevole riduzione dei prezzi.
Ci sono tuttavia delle soglie di costo al di sotto delle quali non si può scendere:

- il costo di materiali che rispettino gli standard di qualità,
- la spesa per la sala operatoria,
- l’anestesia,
- le strumentazioni utilizzate, 
- il personale dell’equipe medica (anestesista, infermieri e assistenti)
sono gli elementi fondamentali che concorrono alla formazione del preventivo per il vostro intervento.

La metodologia che adotta il chirurgo estetico e i costi della clinica che vi ospita saranno le principali variabili che influiranno sulla spesa totale, perciò è sempre bene confrontare più proposte e scegliere la tipologia di intervento che preferite al prezzo per voi più congruo.

Potreste avere dei prezzi differenti, ad esempio, per una rinoplastica a Milano e una a Roma, cosi come usufruire di particolari promozioni che alcune cliniche periodicamente propongono.

E’ importante considerare che ogni tipologia di intervento può essere eseguita mediante diverse tecniche e che ciascun chirurgo estetico predilige una o più di esse.

Ovviamente l’attenzione alle esigenze del paziente sono poste su un piano di rilievo ed è quindi opportuno, in sede di consulto, esporre al medico qualsiasi dubbio e trovare insieme il percorso migliore da intraprendere, avendo ben chiaro alla fine quale può essere il preventivo complessivo.

L’utilizzo di strumentazioni innovative come ad esempio l’introduzione del laser al posto del bisturi, darà un prezzo diverso per lo stesso intervento eseguito mediante tecnica tradizionale: le apparecchiature laser necessitano di una costante manutenzione che incide in maniera sensibile sul costo delle operazioni.

I principali interventi richiesti in Italia sono: liposuzione, mastoplastica, rinoplastica e blefaroplastica, oltre alle varie metodiche di lifting viso e corpo.

Il costo della liposuzione va dai 2.000 euro ai 10.000 euro circa. Come mai tanta differenza?

Innanzitutto dobbiamo fare un piccolo appunto: la liposuzione com’era intesa fino a circa quindici anni fa non viene oramai più praticata.
L’approccio sempre più attento ed etico dei chirurghi sfata il mito che la liposuzione sia sinonimo di dimagrimento: questo intervento mira al miglioramento del profilo corporeo attraverso l’eliminazione di cuscinetti adiposi localizzati, non è un rimedio all'obesità.

Perciò per quanto riguarda la liposcultura i costi del modellamento fianchi o cosce può aggirarsi intorno ai 2.000 euro, mentre se l’intervento è richiesto per più parti del corpo il prezzo salirà inevitabilmente fino anche a 12.000 euro.

La liposuzione addome ha un costo differente rispetto alla laserlipolisi (iposuzione laser) per i differenti quantitativi di anestesia e le attrezzature utilizzate, la scelta della tecnica incide nel prezzo.

Nella mastoplastica additiva il costo varia anche in funzione dellla tipologia di protesi utilizzata. Le migliori marche tra cui: Avion, Allergan, Mentor, Sebbin, producono protesi con caratteristiche diverse e progettate in forma anatomica o rotonda, di varie misure e ovviamente con un costo diverso a seconda della tipologia.

L’intervento al seno ha quindi un costo che va dai 4.000 euro ai 9.000 euro, a seconda della protesi inserita, dalla procedura e dall’eventuale necessità di eseguire una pessi (lifting).

La mastopessi è l’intervento di lifting al seno, necessario soprattutto nel seno dopo allattamento, che può essere eseguito con o senza protesi: in quest'ultimo caso della mastopessi il costo varia dai 3.000 euro agli 8.000 euro, a seconda dell’entità dell’intervento e della protesi che si sceglie.

Gli interventi al viso più richiesti, anche dagli uomini, sono la blefaroplastica e la rinoplastica.

L’operazione al naso, la rinoplastica, ha un costo che va dai 4.000 euro agli 8.000 euro; è bene confrontare più pareri e ricevere informazioni direttamente dai chirurghi cosi da poter comprendere le differenza nei vari preventivi.

Per correggere la ptosi palpebrale con blefaroplastica i costi vanno dai 1.500 euro ai 4.000 euro a seconda che si debba intervenire sulle palpebre inferiori o superiori, (in questo caso nel preventivo può essere proposto un lifting temporale per garantire un ringiovanimento più completo).

Per la ginecomastia il costo può essere mutuabile, se si tratta di ginecomastia vera, mentre per la ginecomasti falsa il costo è a carico del paziente e va dai 2.000 euro ai 5.000 euro.


I valori indicati sono una media dei prezzi applicati in Italia da chirurghi qualificati che operano in cliniche certificate, che rispettano le normative igienico sanitarie e utilizzano solo materiali approvati dalla legge italiana.

 

 




Chirurgia estetica e contributo del Sistema Sanitario Nazionale

sistema sanitario nazionale

L’assistenza del Servizio Sanitario Nazionale prevede il rimborso del costo sostenuto per interventi chirurgici che abbiano come scopo il ripristino della funzionalità che è venuta a mancare a seguito di:

  • traumi (ustioni, incidenti),
  • malformazioni o disfunzioni causate da precedenti operazioni chirurgiche,
  • interventi di chirurgia bariatrica,

e, in generale, per tutte le pratiche che mirano ad oggettivo miglioramento funzionale.

Ancora non è contemplato dalla legge il disagio psicologico che deriva da un inestetismo, (fatto salvo per l’otoplastica nei bambini) perciò qualsiasi operazione su una zona del corpo perfettamente sana o “normoforma” è da considerarsi a carico del paziente.

Tra i casi per cui è prevista la mutuabilità ricordiamo:

  • chirurgia di Esiti post traumatici, post radioterapici, post infettivi;
  • chirurgia ricostruttiva della mammella;
  • chirurgia degli esiti di ustioni e cicatrici deturpanti;
  • chirurgia delle malformazioni congenite ed acquisite di: tronco, mammella, testa-collo ed arti;
  • chirurgia maxillo facciale;
  • chirurgia cranio facciale;
  • chirurgia delle malformazioni vascolari;
  • chirurgia di traumi complessi di tessuti molli;

Vi è tuttavia una sottile linea di confine su alcuni interventi, per i quali il costo è mutuabile qualora sussistano specifiche condizioni:

Mastoplastica additiva: se eseguito per ricostruzione mammaria post- mastectomia, sia contestualmente che successivamente, il SSN eroga il contributo anche per l’eventuale protesi per l’adeguamento della mammella controlaterale.
Mastopessi: contributo erogabile nei casi in cui il cedimento sia severo e a seguito di chirurgia bariatrica.
Mastoplastica riduttiva: mutuabile nel caso in cui ci siano problemi posturali e di sovraccarico sulla colonna vertebrale su pazienti normopeso e con indice di massa corporea sotto 35. La riduzione prevista deve essere di almeno 500gr per lato.
Liposuzione: contributo erogabile se eseguita a trattamento di lipomi o gravi lipodistrofie e nel caso in cui il prelievo di grasso autologo (lipofilling) miri alla correzione di difetti post traumatici, malformazioni o malattie.
Rinoplastica: mutuabile solo nel caso di rinosettoplastica e settoplastica funzionale (correzione di disfunzioni respiratorie).
Blefaroplastica: mutuabile se la ptosi palpebrale crea una limitazione del campo visivo di almeno il 60%.
Otoplastica: previsto contributo solo per richiedenti di età inferiore ai 14 anni, soggetti più fragili psicologicamente.
Addominoplastica: mutuabile qualora il cedimento addominale sia severo tanto da causare ulcerazioni o ernie e nel caso in cui l’eccesso costituisca una grave limitazione funzionale è previsto il contributo.
Rimozione tatuaggi: contributo contemplato nei soli casi in cui il tatuaggio provochi reazioni allergiche.
Trapianto di capelli: mutuabile nel caso in cui la calvizie sia causata da ustioni, alopecia grave o asportazione di neoplasie.
Si può usufruire delle agevolazioni statali relative ai suddetti interventi sia in strutture pubbliche che in strutture private accreditate.




Storia della chirurgia

storia della chirurgia estetica

La chirurgia plastica affonda radici bene più lontane di quanto si pensi.
Noi oggi viviamo in una società dove molti tabù sono oramai sorpassati e ci avvaliamo del progresso medico senza considerare la dura scalata sociale che gli la figura del chirurgo ha dovuto affrontare.

Documenti Veda giunti a noi testimoniano come nell’India di quasi tremila anni fa si praticasse la chirurgia plastica, per ricucire i lobi delle orecchie danneggiati dai pesanti orecchini ed effettuare trapianti di tessuti.

Tra l’VIII e il VI secolo a.c., ad opera di Sushruta, venivano praticate la prima rinoplastica e la prima otoplastica documentate. Le punizioni inflitte della mutilazione giudiziale per chi avesse commesso adulterio o furti si eseguivano procedendo con la mutilazioni del naso, dei genitali e delle orecchie.
La chirurgia aiutava a riabilitare l’individuo ad un accettabile status sociale del quale era stato volutamente privato con le pene fisiche inflitte.

La medicina indiana si diffuse in Europa successivamente alle conquiste di Alessandro Magno nel IV sec. a.c. e perfino nella fiorente Grecia Ippocrate riportava nei suoi testi le antiche pratiche indiane; e anche la chirurgia ellenica, in quel tempo, prestava molta attenzione agli interventi al viso.

Secondo Ippocrate « La chirurgia tratta il paziente, il chirurgo, gli aiutanti e gli strumenti (....) Il chirurgo deve imparare ad utilizzare (…) l'indice ed il pollice. Devono muoversi bene, con eleganza, in modo rapido, con agilità, accuratezza ed a comando».
La chirurgia è una dimensione dove conoscenza, abilità e dedizione interagiscono al servizio del benessere dell'individuo.

Nell’antica Roma, per opera di Galeno, si consolidò il ruolo sociale del medico: conoscitore della filosofia, della logica e della fisica, il medico chirurgo era colui che aveva appreso la difficile arte della chirurgia e ne aveva maturato esperienza:
« La chirurgia è il movimento incessante di mani ferme ed esperienza ». (Galieno).

In pochi decenni le pratiche chirurgiche furono esclusivamente gestite dai colti esponenti della Chiesa: spinti dallo spirito caritatevole cristiano e baluardo della conoscenza, i preti si occupavano soprattutto dei feriti di guerra e viandanti bisognosi; fu ad opera di San Benedetto da Norcia che nel 529 venne creato il primo Ospedale.

Contemporaneamente fuori dalle mura clericali si sviluppava la medicina laica praticata da coloro che vennero ribattezzati barbieri-chirurghi, i quali si occupavano di piccole suture e di quelle che furono considerate le prime “correzioni estetiche”, con strumenti rudimentali e pratiche piuttosto dolorose.

Con l’avvento del Medioevo ai preti venne vietata l'esecuzione di tutte le praticche chirurgiche, perché ritenute immorali, mentre un velo di frustrazione copre le masse costrette a curare l'anima più che la propria bellezza. Nel frattempo tuttavia, i laici continuavano a studiare e pian piano parte dell'opinione pubblica iniziò ad approvare il loro mestiere, soprattutto grazie all'introduzione dell'anestesia.

Purtroppo però, in quel contesto di discriminazione, dove lunghi abiti coprivano le morbide fattezze della seduzione femminile e qualsiasi forma di piacere era punita, i maestri della chirurgia furono rilegati all'ultimo gradino dei mestieri.

Mentre l’operato dei barbieri-chirurghi veniva disciplinato in Francia (nel 1700), in Italia fioriva la Scuola Medica Salernitana di Ruggero II di Sicilia: i primi passi controtendenza per sostenere la riabilitazione dei praticanti.

Le cose iniziarono a cambiare tra la fine del 1800 e i primi del 1900, nei periodi delle grandi migrazioni, quando la chirurgia plastica ed estetica era un'ancora di salvezza per raggiungere l'integrazione sociale.

Soprattutto in America, infatti, per eliminare i tratti caratteristici da appartenenza alla propria razza, molti immigranti si sottoposero a vari interventi. La fobia del rifiuto a causa di condizioni di disuguaglianza fisica promosse il primo episodio della chirurgia di “massa”.
I canoni di bellezza di riferimento erano dunque le fattezze tipiche americane, che pian piano si estesero oltreoceano.

Non potendo più ignorare la crescita esponenziale di richieste, i chirurghi iniziarono a sottolineare l’importanza psicologica di poter trasformare il profilo estetico dell’individuo: il concetto di complesso di inferiorità diede impulso e riconoscenza ai medici che, sempre più approvati, si trasformarono a poco a poco da chirurghi a psicologi col bisturi.
Le maggiori conquiste furono ad opera di Charles Miller, padre della chirurgia estetica, grazie al quale la professione del chirurgo passa da “ciarlatano” a fautore della <<futura felicità e pace mentale del paziente>>, così come lui stesso definì.

Tra il 1921 e il 1935 nacquero la AAPS (American Association of Plastic Surgeons) e la Commissione per la chirurgia plastica , ABPS e vennero disciplinate le principali categorie mediche in senso contemporaneo: dermatologi, odontoiatri, oftalmologi che per la prima volta dovevano superare rigorosissimi esami per la specializzazione.

In Europa si ruppe il ghiaccio nel 1923: l’attrice Fanny, in Francia, si sottopose alla rinoplastica moderna divulgando alle masse la notizia e nel 1927 in Polonia venne aperto il primo reparto di chirurgia plastica e ricostruttiva del tempo.

Fu nel Dopoguerra che esplose il boom della chirurgia estetica sia a seguito degli innumerevoli interventi praticati sui feriti di guerra, sia per l’avvento di ciò che caratterizzerà la nuovo avvenire: il consumismo e la libertà sessuale.

La citazione del chirurgo americano Straith riflette il costituirsi di una nuova società:
«La lotta per l'esistenza ha raggiunto nuove vette, [...] la concorrenza è spietata [...]
In questa lotta per la sopravvivenza del più forte non ci si deve sorprendere
se si nota un crescente interesse per l'acquisizione di ogni bene disponibile, [compreso] un bell'aspetto fisico.».

E mentre la penna conservatrice di Good Housekeeping scriveva moniti per i promulgatori della peccaminosa trasformazione del corpo, Vogue iniziava a promuovere la nuova tendenza.

Lo sviluppo del cinema e l’avvento della televisione hanno creato una classe di modelli da imitare: se le tele di Michelangelo immortalavano gli standard di bellezza, ora sono i mass media a dettare legge. Prende il posto dell'esile figura del periodo del pudore una donna maggiorata e piena di sex appeal, proprio come le icone del grande schermo.

La chirurgia estetica dilaga tra i personaggi famosi, che sono sempre più belli e irraggiungibili mentre l’autostima delle ragazze inizia a vacillare parametrandosi con le eroine del grande schermo.

 




Il chirurgo estetico moderno

chirurgo estetico

Consulente di bellezza e anche un po' psicologo il chirurgo estetico rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono migliorare il proprio aspetto fisico. Oggi gli stessi chirurghi ci raccontano la loro professione come una mission: medici si, ma “artisti”, al servizio del benessere fisico e mentale.

Nel Dopoguerra anche l’Italia ha subito l’influenza americana e come nel Nuovo Continente anche in Europa, le donne sono state le pioniere di una nuova libertà nell’apparire, rompendo la rigidità degli schemi cattolici e manifestando esteriormente i propri desideri di conferma.

Alla luce delle crescenti richieste di intervento abbiamo assistito negli ultimi vent’anni delinearsi di un nuovo profilo chirurgico: il chirurgo estetico.

Il dottore che ha conseguito una laurea quinquennale in medicina e superato gli esami per la specializzazione è definito chirurgia plastica ed è iscritto allo SICPRE. Solo chi è specializzato nella ricostruzione a fini estetici è definito chirurgo estetico.

L’AICPE, Associazione Italiana dei Chirurghi Plastici Estetici fondata nel 2011, nasce con l’obiettivo di disciplinare la figura del chirurgo estetico e garantire maggiore sicurezza per i pazienti che usufruiscono del loro operato.
Lavora per l’istituzione di un vero e proprio albo che iscriva tutti coloro che con etica e dedizione praticano al servizio dei pazienti.

I chirurghi estetici in Italia oggi sono dei veri e propri artisti del corpo, tengono alto l’onore e le capacità dei più grandi maestri d’arte italiani e mettono tutta la loro abilità medica nel ridisegnare il profilo corporeo in sintonia con la richiesta del paziente.

Ciò che incide la carne lascia un segno nell’anima”: questo è il punto di vista di uno dei più noti esponenti della chirurgia estetica in Italia, una profonda riflessione sulla responsabilità e l’attenzione nei confronti del paziente.

L'effetto seducente del cambiamento fisico pone su un piedistallo colui che lo crea: il chirurgo è oramai per molti un vero e proprio idolo.

 




La bellezza

bellezza

Che cos'è la bellezza? Certamente la bellezza è qualcosa che genera piacere in chi la osserva.
Possiamo quindi dire che sia strettamente collegata ad una sensazione, quella provata da chi ne subisce i seducenti effetti.

Questo astratto concetto è stato modificato più e più volte nel corso dei secoli, si evince quindi come non possa esserci un valore assoluto e perpetuo, quanto più possiamo affermare che i modelli prestabiliti, imposti nel tempo, abbiano definito il concetto di bellezza.

Paul Valery espresse un pensiero piuttosto curioso e veritiero: <<il bello è ciò che fa disperare>>. Pensiamo bene ai sacrifici che si sono sempre fatti per rispettare i canoni imposti, dai soffocanti corsetti del '700 agli interventi di chirurgia estetica dei giorni d'oggi: il detto “se bello vuoi apparire, un po’ di dolore devi soffrire” sembra piuttosto calzante.

Dall'antichità ai nostri giorni la storia dell'arte testimonia come le mode e quindi anche la “moda del bello” sia ciclica e veda un alternarsi di forme e volumi, sia nella donna che nell'uomo, che fa capolino e poi scompare, lasciandoci in un perenne stato di rincorsa all'adeguatezza.

Chi è dunque il destinatario di questi sacrifici per esser belli? Chi realmente si cerca di conquistare? Purché il benestare degli altri non sia l'unica motivazione, farsi belli è sano e amare sé stessi è fondamentale. Se migliorare il proprio aspetto è un atto d'amore verso sé, quindi, che ben venga!

 




Storia della bellezza

storia della bellezza

Nel corso degli anni la donna è stata l'indiscussa protagonista dell'alternarsi delle mode: lo raccontano i dipinti e i magazine che rappresentano una bellezza femminile sempre diversa.

Per gli antichi una donna era definita bella quando rappresentava la procreazione e la fecondità: forme abbondanti, seni grandi e voluminosi fianchi erano sinonimo di salute e quindi di buon auspicio per la sopravvivenza alle gravidanze: la Venere di Milo e la Matrona Romana sono esempi dei modelli di riferimento a quel tempo.

Con l'evolversi della società e il sopraggiungere del Medioevo anche il concetto di bellezza si è completamente trasformato.
Diciamo quanto più che il bello era considerato “maligno”: in un periodo all’insegna della castità e della privazione, nascondere ogni tipo di forma era l'unico atteggiamento concesso.
Abiti lunghi ed accollati erano d’obbligo su corpi abbondanti e seducenti, solo quelli esili ed eterei erano accettati poiché rappresentavano purezza e castità.

L’ansia sociale che ruota attorno alla bellezza femminile costringe la donna a sottostare a ferree regole se vuole raggiungere la sua integrazione sociale, rinunciando perfino al piacere di essere corteggiata.

Con la conclusione del periodo più buio della storia, si riaprono gli orizzonti per una più libera manifestazione dei desideri, e in concomitanza con la riscoperta dei piaceri della carne
la figura della donna inizia il suo inesorabile processo di trasformazione e dipendenza dagli standard.

Già nel 1700 le dame erano costrette in strettissimi bustini a stecche di balena che quasi rompevano le costole: avere la vita sottilissima, a quei tempi, era sinonimo della femminilità che gli uomini apprezzavano.

Nei primi anni del Novecento, in concomitanza con la caduta dei pudori, assistiamo ad un'evoluzione altalenante di magrezza e rotondità sempre più in mostra: dai mutandoni al perizoma, l'ultimo secolo dello scorso millennio racconta la sfrenata corsa all'emulazione dei sex simbol.

Anche il canoni di bellezza maschile hanno subito un'evoluzione nel tempo, sebbene per molti secoli siano stati messi in secondo piano rispetto al gentil sesso.

Dalle misurazioni di Policleto ad oggi anche la bellezza maschile è stata inneggiata e demonizzata. Dal corpo muscoloso e virile dell'antichità alle figure eteree medievali , dal petto villoso del maschio antico ai pettorali lucidi e depilati degli uomini dei nostri tempi.

 

 

 




Bellezza maschile e femminile nell'epoca moderna

canoni di bellezza

Abbiamo visto come nella storia i canoni di bellezza si siano alternati ciclicamente su ambo i sessi, le cui regole erano rappresentate dai più grandi artisti della storia dell'arte: mente Michelangelo rappresentava uomini forti e muscolosi e donne meravigliosamente morbide, come la sua Venere, chi ha iniziato a imporre la  moda negli ultimi 100 anni ha quasi stravolto il concetto di femminilità e mascolinità.

Con l'avvento della televisione e la cosiddetta “occidentalizzazione”, è iniziata l'imposizione universale dei canoni di bellezza: non fa meravigliare come tante giovani orientali ancora oggi ricorrano alla chirurgia estetica per avere sembianze più occidentali.

Nei primi venti anni del 1900 assistiamo ad una forte controtendenza, che durò fino al tracollo di Wall Street: era il periodo delle garçonnes e delle flapper, era l’epoca di Coco Chanel e della donna longilinea, nervosa e narcisista. Una bellezza che comunicava indipendenza, che attraeva per la sua determinazione piuttosto che per la sua femminilità.

Negli anni '50 si alterna  l'eleganza della magrissima Audrey Hepburn alla potenza seduttiva delle maggiorate. La femminilità d'oltreoceano  Marilyn diventa la nuova icona e  nel 1964, ad opera del chirurgo plastico Arion, vengono sperimentate le prime protesi a soluzione salina per la mastoplastica additiva: sono questi gli anni del 90-60-90.

A partire dagli anni '60 invece, inizia un'inversione di tendenza che ancora, tra alti e bassi, resta salda: la magrezza. Contestualmente all'emancipazione femminile e alla sua lotta per la libertà, assistiamo alla consolidazione della sua innata sottomissione ai canoni estetici.

La modella londinese Twiggy e il lancio della minigonna segnano l'inizio di una femminilità più mascolina  e, purtroppo, l'avanzare dello spettro dell'anoressia tra le giovanissime.

La bellezza maschile, coltivata in sordina per decenni, si palesa alla fine degli anni Novanta, quando gli uomini iniziano a voler conquistare nuovamente un ruolo di predominanza nella società entrando in competizione con la seduzione femminile.

 




Dismorfofobia e inseguimento dei canoni di bellezza

dismorfofobia

La psicosi del bello è un concetto perpetrato nei secoli.

La definizione di bellezza, come abbiamo avuto modo di vedere, non può essere definita secondo leggi universali e perpetue. Possiamo però parlare di uniformità, appartenenza a degli schemi o armonia delle forme.

La sottomissione alle leggi dettate dalla società crea delle vere e proprie fobie: come in passato venivano ammonite le donne dalla bellezza volgare (ricordiamo che nel Medioevo il canone dettato era quello della donna esile e pura) anche oggi le ragazze “devono” rientrare in determinati canoni per garantire la propria sopravvivenza nella giungla sociale.

La standardizzazione dei modelli, che affonda le sue origini alla fine dell’Ottocento, ha creato oggi un vero e proprio disagio psicologico: l’eccesso di narcisismo e la depressione che ne consegue sono strettamente collegati al concetto di dismorfofobia.

La dismorfofobia è una patologia mentale che colpisce coloro che talmente ossessionati dal proprio aspetto esteriore non accettano una o più caratteristiche del proprio corpo. Fu diagnosticata per la prima volta dallo psichiatra italiano Morsellli nel 1891, agli albori dello scalpitare femminile per la ricerca della perfezione fisica.

Probabilmente nei secoli scorsi questa problematica restava latente; oggi con l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dei media e le sempre maggiori possibilità economiche, permette di trovare soluzione all'ossessione per gli inestetismi.

Sempre più individui in età adulta sono coinvolti in tali problematiche: bassa autostima e scarsa sicurezza in sè stessi portano inevitabilmente all'ansia di non sentirsi accettati da chi si ha intorno, da chi si vorrebbe avere accanto o dai ruoli sociali da cui ci si sente esclusi.

La chirurgia estetica riveste un ruolo di fondamentale importanza nella gestione della dismorfofobia poiché rappresenta un potente mezzo in grado di trasformare l’ansia in fiducia nel poter gestire le relazioni sociali.




La chirurgia estetica negli adolescenti

adolescenti

Da Anna Montana a Miley Cyrus, dagli eroi di Twilight ai calciatori: gli adolescenti di oggi vengono proiettati in un mondo dove sessualità ed identificazione sociale sono un'ossessione.

Il bombardamento mediatico che propina modelli di bellezza di una perfezione innaturale e magrezze eccessive ad un età ancora prematura,  portano alla sempre più remota condizione di accettare se stessi.

Ragazze belle di 14 anni che vengono afflitte da disturbi alimentari di origine psicologia come anoressia e bulimia. La preoccupazione di non venire accettate dai compagni che fa echeggiare  “sono brutta” tra questi splendori che non sanno quanto desiderabili invece possano essere nella loro giovinezza e naturalezza.

I più emancipati poi, già in adolescenza, sentono l’esigenza di ricorrere alla chirurgia estetica, ancor prima che i loro corpi terminino lo sviluppo.

E’ comunque positivo l’atteggiamento dei genitori che, attenti alle problematiche dei propri figli, intercettano tempestivamente la situazione di disagio provata e corrono ai ripari. Fortunatamente la diligenza dei dottori e il progresso medico mettono a disposizione tutti gli strumenti per garantire sicurezza anche ai giovani pazienti.

Si pensi all’intervento di otoplastica: quanti ragazzini vengono derisi perché hanno le orecchie a sventola? “Come conquistare una ragazza se la mia estetica viene presa in giro” dal “branco”?

Bene accolti quindi i piccoli accorgimenti atti a ristabilire la serenitá e implementare le buone relazioni sociali (basilari soprattutto in adolescenza), purché il pensiero degli altri non sia più importante del proprio.

 




La bella presenza nella ricerca del lavoro

colloquio di lavoro

“La bellezza è il primo biglietto da visita”, niente di più vero.

Vi sarà mai capitato di scorrere gli annunci in una qualsiasi bacheca lavoro e leggere “richiesta bella presenza”. Nella mente di chi legge affiorano dubbi e ansie: chi può dire se siamo o no di bella presenza?

Magari il peso è eccessivo, magari dovrei rifare il naso, magari la silhouette non è delle più gradevoli e come dimagrire i fianchi? Magari ho troppe rughe, magari...magari, magari.

In un Italia sempre più in difficoltà e colpita dalla crisi del lavoro, sembra avere maggiore influenza la condizione estetica durante il colloquio di lavoro.

E non si tratta del mito di seducenti segretarie che si accattivano le simpatie di ricchi imprenditori: per  un qualsiasi lavoro al pubblico il must è essere presentabili, a volte oltre la pulizia e il decoro personale che son sempre ben graditi.

L’introduzione del concetto dell’iperbole della prima impressione trasmette un profonda ansia se ci si fossilizza al pensiero che in pochi secondi si potrebbero decidere le sorti dell’attività lavorativa futura!

Per non parlare dei meno giovani, già penalizzati di per sé lavorativamente, che stentano a tenere il ritmo di come la società vorrebbe apparissero.

Come essere belle, o belli, sembra essere la chiave per poter accedere perfino ad un posto di lavoro. Quindi sessantenni come quarantenni e uomini di mezza età in perfetta forma fisica: riconquistare la propria autostima conduce a risultati inaspettati.

Non si trova un lavoro solo perché si è belli ma sentirsi a proprio agio aumenta la grinta che si mette in tutto ciò che si fa. La chirurgia estetica è oramai un prezioso alleato del successo personale e chi sente la necessità di ricorrervi godrà quantomeno dell'emozione di essersi migliorato.

 




Mastoplastica e liposuzione in funzione dei modelli

mastoplastica

Dove è di moda l’abbondanza la chirurgia estetica aumenta, se è necessario diminuire la chirurgia estetica toglie: per tutti i gusti c’è la soluzione!

Il progresso medico ha contribuito ampiamente nel riconoscimento della disciplina: la chirurgia come pratica dolorosa non poteva essere vista di buon grado, soprattutto se per modificare puramente l’estetica del corpo, ed era quasi paragonata alla magia.

In un’Europa sottomessa al potere della Chiesa inoltre, chiunque promuovesse cose peccaminose non poteva godere di rispettabilità.

Col passare del tempo e le conquiste di libertà d’espressione, la figura del chirurgo plastico ha preso sempre più piede e la sua immagine inizia a trasformarsi maggiormente nel secondo dopoguerra.

La moda del seno grande, sebbene sia dilagata dopo gli anni ’60  con l’avvento delle maggiorate nei palcoscenici, al tempo in cui i corpetti dovevano evidenziare le forme, c’era già chi si sottoponeva alle prime forme di mastoplastica additiva: un bel seno, si sa, ha da sempre rappresentato una potente arma di seduzione e capace di aumentare l’autostima.

Il materiale  utilizzato per gli aumenti del seno a fine Ottocento era la paraffina: la pratica cessò sul nascere per gli evidenti problemi di salute che causava, soprattutto macchie e sfoghi se esposti al sole.

Chirurghi più innovativi sperimentarono intorno agli anni ’30 l’innesto di grasso autologo. Vedendo che il risultato svaniva velocemente e creava delle asimmetrie, si decise di optare per prodotti non autogeni, come l’acido polivinilico, fino ai primi degli anni ’50 quando fecero comparsa le primordiali forme di protesi di soluzione salina.

Fu dopo il 1846, quando Morton in Massachusetts dimostrò l’efficacia dell’etere come anestetico, che la chirurgia estetica ottenne il benestare dei più dubbiosi e, comprensibilmente, intimoriti.

Negli anni ’40 dall’America arrivò il silicone, sotto forma di gel ed olio: grandissima rivoluzione di tutti i tempi, che ha segnato profondamente la storia della chirurgia plastica tant’è che ancora oggi si utilizza l'aggettivo “siliconate”.

Agli albori del suo utilizzo il silicone veniva iniettato direttamente sui tessuti ma la pratica fu interrotta per ovvie ragioni e solo nel 1963 ad opera di Cronin e Gerow vennero introdotte le prime protesi mammarie come le intendiamo oggi, composte da gel all’interno e rivestite da un materiale elastomero.

In quegli anni, in Francia, il dott. Arion pose le basi per quello che sarebbe diventato uno dei più famosi laboratori produzione di protesi mammarie (Arion Laboratories).

Durante il boom economico miti come Rita Hayworth, Anita Ekberg e l’intramontabile Merylin erano il canone di bellezza femminile del tempo: donne dalla bellezza prorompente e goduriosa.

La successiva rivoluzione sessuale e la scalata all’acquisizione di conferme sociali vede le caratteristiche femminili andare controtendenza: l’attenzione si sposta sulla magrezza e sulla perfezione del viso.

Si dovette attendere il 1974 quando, per mano del ginecologo italiano Fischer si sperimentò la prima vera e propria liposuzione, perfezionata negli anni a seguire dai dottori Illouz e Fournier.

In quegli anni nacque l’idea di bellezza come la consideriamo oggi: conferma e affermazione di una donna sempre più indipendente. La femminilità si manifesta con le forme nei punti giusti: non più la morbida  donna di casa del dopoguerra ma una femmina impegnata nella conquista del successo e perché no, degli uomini.




La chirurgia estetica come mezzo di seduzione

seduzione

Il linguaggio del corpo comunica sempre più di quanto diciamo a parole. Forse non tutti sanno di saperlo.

Cosa fanno un uomo o una donna che hanno appena concluso una storia d’amore? Dimagriscono e diventano più belli!

Certo, tralasciando l’apice della tristezza che pervade l’animo in quei frangenti, subito dopo l’istinto  porta a prendersi cura sé stessi. In questa fase ci si lecca le ferite e inizia la preparazione verso una nuova conquista!

E’ un gioco, una battaglia, piacere e piacersi. Prendersi cura del proprio aspetto perché gli altri lo apprezzino quanto noi e più di noi. Ci si taglia i capelli, si inizia a fare sport, si ricorre al ritocchino: le donne di oggi sanno bene come conquistare un uomo.

Ancor prima di avvicinarsi al maschio e fargli sentire la propria carica sessuale, l'immagine di forme e rotondità colpiscono... e spesso affondano! Seno grande e labbra sensuali sono particolarmente indicate per provocare un uomo ed è ovvio come chi possieda le giuste misure sia più avvantaggiata.

Che cosa piace agli uomini? Come si può avere certezza di piacere? Certamente il sex appeal è innato, ma un aiutino fa comodo per raggiungere l’obbiettivo, ed è proprio questo il punto.

Gli uomini preferiscono le bionde, ma sposano le more. La distorsione del titolo del celeberrimo film della divina Marylin vuole suggerire quanto smarrimento ci sia nelle donne: via quindi alla scoperta di ”cosa piace?”.

La TV, le pubblicità nei magazine e il web sono zeppi di esempi a cui le donne si ispirano: sfogliate Cosmopolitan, avrete subito una chiara idea del prototipo di bellezza femminile. Siamo certe che gli uomini vogliono stringere tra le braccia un tipo di donna cosi? Magari una sbirciatina anche a Playboy chiarirebbe le idee...

E gli uomini? Beh, cacciatori per antonomasia, si impettiscono come i maschi della Fregata durante la stagione dell’accoppiamento: si sa, le donne non vanno matte per la pancia grassa e trattenere il fiato non è sempre una buona soluzione!

Allora, via! Depilazione petto, trapiantano capelli e aria da bello e tenebroso stile Christian Grey.

Certo quale uomo non vorrebbe vivere l’esperienza di Mel Gibson in “what women want”? Sarebbe troppo facile. Insomma come capire quali siano le misure giuste e le forme giuste e i “peli giusti” per poter mettere in atto la propria tecnica di seduzione?

Togliete l’inestetismo che vi angoscia e ritrovate la giusta carica. Il resto verrà da se, funziona!

Il corpo è sempre stato uno strumento di seduzione, sebbene qualcuno abbia voluto celarlo per tempo. Lo è da secoli, lo è da quando la specie si riproduce. Inutile additare la mercificazione dei corpi..potrebbe essere istinto di sopravvivenza!

Il crollo di molti tabù sessuali permettono agli individui di ambo i sessi di esprimere liberamente i loro desideri e cercare di essere attraenti, ciascuno a modo proprio.

Sebbene la stragrande maggioranza tenda a “stereotiparsi” in virtù delle leggi dettate dalla moda, fortunatamente viviamo un periodo storico in cui  ciascuno può creare la sua moda, relativamente anche al proprio aspetto fisico. Il che è strettamente collegato ai cosiddetti “gusti” che ci attraggono a chi presenti determinate caratteristiche di nostro gradimento.

Se la maggioranza degli uomini quindi chiede belle forme al posto giusto e magrezza su gambe e pancia, ad esempio, una buona parte del sesso maschile ancora ama le morbide fattezze delle pin-up; così come alle moltissime donne che amano l’uomo dal fisico scolpito e depilato si contrappone uno schieramento di tradizionaliste che ancora predilige il petto villoso e la robustezza tipica del maschio!

Il dilagare di internet e il libero accesso alla pornografia costituisce oramai non solo un punto di sfogo dei desideri più segreti dell’individuo, crea anche un canone di bellezza piuttosto distorto, soprattutto  nei giovanissimi. Fare paragoni risulta spesso sconfortante ed è comprensibile come molti più ragazzi richiedano interventi di falloplastica di ingrandimento o ragazze che chiedano seni extra size.

L’aspetto sessuale e la cura del proprio corpo nei minimi dettagli, che una volta probabilmente non venivano considerati, ha portato allo sviluppo di trattamenti specifici della cura “intima”. Direttamente dalle necessità del set, ecco che in molti richiedono addirittura lo sbiancamento anale. Perché, dopo tutto, non si possono tralasciare i particolari!

 

 

 




Chirurgia transgender

transgender

Oltre gli interventi di chirurgia estetica che mirano a creare fattezze affascinanti tipiche dell’uno o l’altro sesso, la chirurgia plastica ricostruttiva consente di ottenere grandi risultati in termini di modifica del sesso.

Quando un individuo prova sentimenti contrastanti e non si riconosce nel suo sesso biologico si parla di disforia di genere o disturbo dell’identità di genere (DIG). Questa condizione è ben diversa dall’omosessualità e assolutamente non va confusa neanche con l’orientamento sessuale, che interessa invece l’attrazione verso uomini, donne o entrambi.

L’individuo che vive una condizione di disforia di genere, infatti,  accusa continuo malessere e angoscia nel sentirsi intrappolato in un corpo a cui non si sente di appartenere e desidera poter esprimere esteticamente la sua femminilità o mascolinità.

I transgender hanno la possibilità di completare, se lo desiderano, il loro percorso di trasformazione fisica per il  passaggio da un sesso all’altro. La chirurgia plastica ricostruttiva e la chirurgia estetica in questi casi offrono un importantissimo supporto per creare l’immagine che dentro di sé è rimasta latente per anni.

In Italia, con la legge 164 del 14/04/1982, il legislatore ha fatto un passo avanti nel riconoscere parte dei  diritti spettanti a coloro che soffrono del disturbo di identità di genere: è previsto un iter burocratico da rispettare per ottenere le modifiche nei documenti e per la chirurgia del cambio sessualità il costo è a carico del sistema sanitario nazionale.

Sarà possibile cambiare i dati all’anagrafe solo dopo l’intervento chirurgico di demolizione (non è necessaria la ricostruzione degli organi).

Anche in questo caso la legge italiana prevede una categorica distinzione tra la funzionalità e l’estetica: l’importo erogato a rimborso dell’operazione riguarda solo ed esclusivamente quanto necessario ad effettuare un cambio di genere (interventi ai genitali e terapia ormonale), il costo della rinoplastica per modificare un naso da femminile a maschile e viceversa, ad esempio, non è mutuabile perché non considerata prettamente necessaria ai fini della soluzione al disturbo.

Nel 2015 si è fatto un grande passo in avanti nei diritti dei transessuali: la rigidità della legge, che prevedeva un adeguamento anagrafico solo successivamente l’operazione chirurgica, viene ora a decadere; il transgender può decidere liberamente quando sottoporsi all’adeguamento fisico, avvalendosi comunque dei diritti civili del nuovo genere attribuito sulla carta di identità.

 

A seconda che si voglia diventare uomo, quindi FTM (female to male) o cambiare da uomo a donna MTF (male to female), le operazioni a cui si ricorre sono:

  • Falloplastica
  • Vaginoplastica
  • Metoidioplastica

 

Per le FTM  l’operazione di cambio sessualità inizia con la mastectomia delle mammelle seguita dal lungo processo di creazione dei genitali maschili.

La falloplastica consiste nella costruzione di  un pene artificiale ed è un intervento piuttosto complicato e lungo da eseguire (l’operazione può durare circa 8/10 ore). Il costo della falloplastica è piuttosto elevato, intorno ai 15.000 euro, rimborsati dallo Stato.

Le caratteristiche genitali maschili come l’uretra più lunga rispetto a quella delle donne consentono funzioni come la minzione in posizione eretta, l’eiaculazione e l’erezione, funzionalità piuttosto complicate da riprodurre fedelmente in una donna.

La costruzione del neofallo può avvenire mediante prelievo di una porzione di tessuto dall’avambraccio o utilizzando il lembo sovrapubico di Pryor. In entrambi i casi gli esiti cicatriziali che risultano avranno necessità di un ritocco estetico come l’addominoplastica nel caso di prelievo del lembo addominale.

Dopo la costruzione del pene, a distanza di almeno 6/8 settimane, si può procedere all’impianto della protesi peniena, che può essere morbida, malleabile o idraulica bifasica o trifasica. La ricostruzione dell’uretra, l’intervento più delicato e più soggetto a complicanze, avviene solitamente in un secondo momento rispetto alla creazione del fallo proprio per ridurre il rischio di complicazioni.

La metoidioplastica, invece, è un’operazione più “naturale” e sfrutta l’atrofizzazione del clitoride, alterato dalla intensa terapia ormonale subita in precedenza (somministrazione di testosterone). Il vantaggio consiste nel mantenere la sensibilità erogena del clitoride nel neo pene, a scapito  del risultato piuttosto ridotto in termini di dimensioni, non sufficiente ad una soddisfacente penetrazione. La scrotoplastica prevede l’inserimento di due protesi di forma e dimensioni dei testicoli, solitamente inseriti nella cavità delle grandi labbra.

Gli MTF hanno un percorso più semplice: la castrazione è una tecnica utilizzata da secoli e il progresso medico agevola le procedure garantendo ottimi risultati, tanto da rendere difficoltosa la distinzione tra una vagina naturale ed una ricostruita.

Per gli uomini che vogliono diventare donna, molti dei quali vorrebbero realizzare l’eccezionale risultato di Giuseppe Schisano, ora Vittoria, l’intervento di cambio previsto è la vaginoplastica.

Le tecniche attraverso le quali è possibile ricostruire l’organo femminile possono prevedere l’utilizzo della pelle del pene e dello scroto o l’utilizzo del tessuto stesso penieno per la costruzione della vagina. Il clitoride viene ricreato mediante riduzione del glande, il che consente di mantenere lubrificazione e sensibilità erogena completa.

Le conquiste dei  diritti dei transessuali in Italia negli ultimi anni trovano supporto pratico nella specializzazione di medici che dedicano la loro competenza negli interventi di cambio genere e i centri specializzati per falloplastica o vaginoplastica a Trieste, Bologna, Milano, Bari, Firenze, Torino e Napoli, sono questi i più famosi in Italia.




Casa di cura e ospedale pubblico

ospedale

In Italia i cittadini hanno la libertà di scelta nel fruire dei servizi sanitari presso le strutture pubbliche o le cliniche private.

Il sistema sanitario nazionale eroga le prestazioni a titolo gratuito, o meglio, a fronte del pagamento  del ticket sanitario, a tutti coloro che abbiano la cittadinanza italiana e necessitino delle cure per risolvere problemi di salute. Il cittadino può tuttavia scegliere di affidarsi ad una qualsiasi casa di cura privata laddove desideri un servizio differente o necessiti di sottoporsi ad interventi o effettuare analisi cliniche urgentemente, baipassando le lunghe attese che purtroppo caratterizzano le strutture pubbliche.

Le prestazioni sanitarie incluse nella LEA  (livelli essenziali di assistenza) sono a carico del ssn: il cittadino che necessiti di un intervento incluso nella LEA  potrà godere del contributo sanitario sia nelle strutture pubbliche che in quelle private; viceversa se l’esigenza non rientra nei livelli essenziali di assistenza, il costo del servizio sarà totalmente a carico del paziente, anche negli ospedali pubblici.

 

Facciamo chiarezza sulla distinzione tra pubblico e privato. Generalmente si identificano con il nome di “ospedali” le strutture pubbliche e con  il nome “case di cura” gli ospedali privati.

Se il costo dell’intervento che richiedete è mutuabile sinceratevi che la casa di cura sia accreditata, cioè abbia stipulato un accordo con la sanità pubblica che provvederà a pagare le spese per la vostra operazione e per la degenza. Nel caso in cui il costo non sia comunque mutuabile, potrete scegliere il luogo e la modalità del vostro programma chirurgico senza vincoli..se non essere informati sui costi che sono tutti a vostro carico.

 

 

 




Clinica privata, come sceglierla?

clinica privata

In Italia ci sono circa 600 cliniche private, circa 500 delle quali rappresentate dalla AIOP

Affinché siano operanti, le cliniche hanno ricevuto un’autorizzazione ministeriale, previo rigido controllo della struttura nella qualità delle strumentazioni e del personale medico che vi opera.

Dagli specialisti agli infermieri di sala, chiunque lavori all'interno di una struttura seria e funzionale, ha conseguito gli studi e l'abilitazione per praticare la propria attività.

La sanità privata, soprattutto se si parla di cliniche di chirurgia estetica, sfoggia la sua attenzione alla bellezza nell'eleganza delle strutture che vi ospitano. 

L'atmosfera delle cliniche vi sedurrà: il personale che accoglie i pazienti è gentile e professionale, gli ambienti sono ampi e puliti, non c’è confusione e trasmette un senso di sicurezza.

La scelta della casa di cura a cui rivolgervi non è un’impresa semplice.

La prima domanda è: dove? Si, dove volete eseguire il vostro intervento? Ora, a meno che già non conosciate un valido chirurgo e sappiate dove opera, o abbiate avuto buone recensioni di una qualche struttura, se desiderate affidarvi ad un centro accanto al vostro paese o volete raggiungere un’altra città, è una decisione del tutto personale. Certamente in base al tipo di intervento che richiedete, vi si può consigliare di stare il più vicino possibile a casa, pensando alle visite di controllo previste nel post operatorio.

Tuttavia rimane una vostra scelta: se abitate a Reggio Calabria e volete fare una mastoplastica a Milano, sarete certamente pronte ad organizzarvi!

Ammettendo che una particolare città vi attragga, restringendo l'area di ricerca, la valutazione di ciò che offre la clinica è molto importante per la scelta. Informatevi sui costi previsti per la degenza e su quali sono i servizi inclusi: vi state concedendo un regalo..potete viziarvi un pò, ma confrontare più opzioni e risparmiare non guasta mai!

Molto spesso si sceglie una struttura e ci si affida al personale specializzato che opera al suo interno, altre volte, invece si parte dalla scelta del chirurgo e sarà lui ad indirizzarvi nella clinica dove opera.

Considerate che molti chirurghi operano in più centri e il costo che vi daranno, solitamente, sarà comprensivo delle spese previste nella clinica dove può eseguire l'intervento. Quando valutate i preventivi forniti dalle cliniche, allo stesso modo, sono da considerare le variabili che incidono sul prezzo dell’intervento. Le voci di costo sono varie e comprendono quanto è essenziale a garantire una piacevole e sicura permanenza del paziente, nonché a garanzia di un intervento di qualità, con l'utilizzo di tecnologie e materiali approvati dalla legge. 

La maggior parte degli interventi al giorno d'oggi sono praticati in day surgery, si tratta quindi di un percorso molto più leggero per il paziente, sia in termini di comfort sia in termini di costo. 

Il prezzo contemplato per la degenza in questi casi verrà meno, ma considerate che l'osservanza di tutte le norme igienico-sanitarie, l'utilizzo di materiali di qualità incidono quanto più la clinica è prestigiosa e attenta al rispetto degli standard di qualità.

Questo ovviamente esclude la certezza che ci si piaccia davvero dopo l'intervento.

Facciamo un piccolo sunto dei costi contemplati in un preventivo di chirurgia estetica:

  • onorario del chirurgo
  • costo dei materiali (protesi, materiale di consumo necessario per l’operazione)
  • strumentazioni utilizzati (ogni apparecchio necessita di manutenzione e controlli che incideranno nel costo dell’operazione)
  • materiali utilizzati in sala operatoria
  • personale medico di sala
  • anestesia e anestesista
  • spese per l’eventuale degenza

 

Certamente vi sarete informate da amiche e sul web circa le procedure solitamente previste per l’intervento a cui volete sottoporvi, ma esigete sempre chiare indicazioni circa le strumentazioni e i materiali utilizzati. Sarà d'obbligo la consegna del consenso informato a ciascun paziente che si sottoponga ad un intervento, ma il personale medico sarà a disposizione per illustrare nel dettaglio qualsiasi dubbio abbiate.

Una volta avuto il contatto con il chirurgo, sarete molto probabilmente più propensi a rivolgervi a colui che vi ha fatto sentire a vostro agio. Non c'è una regola universale per riconoscere un valido chirurgo. Accertatevi che sia un chirurgo plastico ricostruttivo, che sia regolarmente abilitato alla professione e guardate i suoi lavori, per capire bene se il loro gusto estetico possa soddisfare le vostre aspettative.

Se il medico in sede di visita specialistica o al primo contatto vi fa tante domande e desidera capire perché vogliate subire quell’intervento, perché avete scelto di fare la rinoplastica a Roma quando siete di Forlì, perché avete deciso proprio ora..non diffidate, anzi! L’atteggiamento di un bravo chirurgo estetico è quello di capire la vostra psicologia prima ancora di prendere in mano il bisturi: per modellare il vostro corpo e immaginare il risultato che desiderate, deve necessariamente comprendere come siete.

Cercate quindi di capire esattamente cosa vi fa stare a disagio e come vorreste essere, fate tutte le domande necessarie al chirurgo, ascoltate più soluzioni chirurgiche, confrontate più preventivi per trovare il prezzo per voi sostenibile e prendete la decisione giusta per voi!

 

 

 

 

 

 





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